10 motivi per non litigare davanti ai figli

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Difficoltà: media
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Introduzione

Spesso la vita frenetica di tutti i giorni rende la vita di coppia difficile e impegnativa. Ci si trova a scontrarsi e a litigare anche per cose banali e, senza rendersene conto, ci troviamo a discutere davanti ai bambini. Tale comportamento è sbagliato e dannoso per i figli e per la loro crescita. Guardiamo insieme, allora, dieci motivi per non litigare davanti ai bambini.

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Li carichiamo di ansia

Vedere i genitori litigare, crea nei bambini uno stress e un'ansia di cui spesso non ci rendiamo conto. I genitori sono la base sicura, il punto di riferimento per i figli. Vederli litigare, per i bambini, è un evento traumatico che li carica di tensione che poi non sanno come gestire.

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Creiamo in loro il senso di colpa

I bambini vivono in un mondo egocentrico, in cui pongono se stessi al centro di ogni cosa. Assistere ai litigi dei genitori può portarli a credere di essere la causa della discussione, specie se il litigio riguarda, anche solo in parte, un qualche aspetto della loro vita o della loro educazione.

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Potrebbero schierarsi con uno dei due

Quando assistono ad un litigio, specie se a discutere sono i genitori, i bambini tendono a prendere le parti di uno dei due senza neanche rendersene conto. In questo modo, il bimbo potrebbe schierarsi con uno dei due creando nuovi tensioni e problemi ancora più complessi da gestire.

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Potremmo danneggiare il suo sviluppo psico-affettivo

Litigare davanti ai bambini è sbagliato e si sa. Oggi però, lo conferma uno studio pubblicato sulla rivista Neurolmage dai ricercatori dell'Università East Anglia secondo il quale, le urla, le discussioni e le recriminazioni, possono andare ad inficiare il corretto sviluppo mentale del bambino, creando loro grossi problemi nell'adolescenza.

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Potrebbe strumentalizzarci

Assistere ai litigi, coalizzarsi con uno dei due genitori e diventare parte sempre attiva della discussione, conferisce al bambino un potere. Con il passare del tempo potrebbe usare il genitore più debole per raggiungere i suoi obiettivi attraverso piccoli ricatti o stratagemmi, tipo: "tu mi dici sempre no..." E così via!

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I bambini apprendono per imitazione

Non è sufficiente dire a un bambino cosa fare e come comportarsi, occorre fargli vedere nella quotidianità quale il modo di relazionarsi con gli altri. Un bambino che vive nella tensione, al quale mostriamo l'aggressività e la non tolleranza, imparerà dal nostro comportamento.

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Potrebbero sorgere dei "sintomi"

Un bambino che assiste ad un litigio dei genitori, potrebbe manifestare, nelle ore o nei giorni successivi, dei comportamenti "sintomatici", per attirare l'attenzione su di se sperando che, in una situazione simile, i genitori si riavvicinino per occuparsi di lui.

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Anche i bambini molto piccoli percepiscono la tensione

Bisogna cercare di evitare i litigi anche dinanzi ai bambini di pochi mesi. Non bisogna pensare, infatti, che siano troppo piccoli per capire. Sin dai primi mesi, infatti, il bambino ha la capacità di percepire la tensione: il tono della voce alto o rumori forti, sicuramente non aiutano a creare l'ambiente perfetto per la sua crescita.

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Potremmo creare in loro un trauma

I bambini che assistono a tali litigi, non hanno spesso la capacità di elaborare a livello cognitivo l'evento traumatico. Apparentemente potrebbero non mostrare alcun sintomo ma poi, l'evento traumatico, potrebbe ricomparire e creare in loro grosse difficoltà relazionali.

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Cosa fare se è capitato?

Se proprio non siamo riusciti ad evitare lo scontro, non facciamone un dramma. Sarà comunque preferibile avere un piccolo confronto con il bambino utile a tutti: ai genitori per vedere con gli occhi del figlio l'accaduto, e per il bambino per ridimensionare l'accaduto.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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