Come avviare una pratica di divorzio

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Alcune volte dopo essersi sposati cambiano alcune cose all'interno della coppia, non si va più d'accordo, tradimenti o, frustrazioni, disagi e qualsiasi altro tipo di problema porta ad un deterioramento della coppia. Per prima cosa si cerca di aggiustare il tutto, di andare avanti, evitando di buttare sacrifici, momenti di gioia e amore all'aria. Quindi, prima di prendere qualsiasi decisione drastica, sarebbe consigliabile ricorrere ad aiuti esterni ovvero a professionisti del settore come terapeutici di coppia, psicologici o assistenti sociali. Quando proprio non si può e si vuole chiudere questa pagina di vita con il proprio partner si potrà avviare una pratica di divorzio differente in base ai casi. Vediamo con questa guida, come avviare una pratica di divorzio.

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Occorrente

  • Rivolgersi ad un avvocato
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Per attivare una separazione legale occorre per prima cosa rivolgersi ad un avvocato specialista in materia, in quanto un vero esperto saprà aiutarvi a capire meglio la situazione con il proprio partner, come specificato dall'articolo 151 del codice civile che enuncia che la separazione deve avvenire in presenza di fatti che rendono impossibile la prosecuzione della convivenza o in presenza di fatti che rechino pregiudizi alla prole. Se siete coinvolti di questi casi potrete avviare quindi la regolamentazione giuridica per l'avviamento della pratica di divorzio.

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La separazione per vie legali può essere consensuale e giudiziale. Nella prima ipotesi entrambi i coniugi sono consenzienti alla separazione, avendo inoltre già definito termini che riguardano sia il mantenimento che l'affidamento dei figli per il periodo successivo alla definitiva separazione. Se invece la separazione è giudiziale significa che uno dei due coniugi non sia d'accordo sulla separazione, in questo caso l'altro coniuge dovrà dimostrare al giudice motivi validi per la separazione come ad esempio, la mancanza di fedeltà, la cattiva gestione della vita economica della coppia, la carenza nella cura e nelle attenzioni nei confronti della prole, le difficoltà di coabitazione, le manifestazioni di violenza fisica o psicologica, le condanne penali superiori ai 15 anni e quant'altro.

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Seguendo queste due vie appena elencate, dopo tre anni dalla omologazione, sia della separazione legale consensuale che da quella giudiziale, sarà possibile avviare le procedura per il definitivo divorzio. Esso si distingue in congiunto e non congiunto nel primo caso la coppia è già d'accordo sulla suddivisione dei compiti, quali rapporti relativi la prole e rapporti economici, a differenza non congiunto quando uno dei coniugi si rivolga al tribunale. Il divorzio avrà tempi simili a quelli della separazione elencati in precedenza. Resta importante sapere che nel caso in cui il divorzio vada completamente a buon fine come da articolo 143 del codice civile cessano i doveri coniugali quindi si potranno eseguire nuove nozze, si perderanno i diritti successori relativi all'ex coniuge con conseguimento di un attestante assegno di divorzio.

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La domanda di divorzio congiunto viene presentata da entrambi i coniugi. La procedura potrà essere fatta anche con l'assistenza di un unico avvocato. Da rammentare che, a seguito del decreto del 2005 denominato "Decreto competitività", sia la separazione consensuale che il divorzio congiunto necessitano obbligatoriamente della presenza di un legale. La documentazione dovrà essere consegnata presso il tribunale di competenza ovvero dove i coniugi avevano la residenza, oppure presso il tribunale dove uno dei richiedenti ha preso la nuova residenza.

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La domanda di divorzio giudiziale, da depositare in Tribunale tramite legale, dovrà indicare oltre ai dati anagrafici dei coniugi e dei figli, anche le motivazioni dell'opposizione al divorzio e le relative prove ed un riassunto dei fatti che hanno portato alla sottoscrizione del ricorso al divorzio. Il Presidente del Tribunale, dopo aver valutato la documentazione, fisserà un'udienza per la comparizione delle parti. L'avvocato del richiedente del ricorso dovrà notificare alla controparte la data dell'udienza rispettando i termini stabiliti del Presidente.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • unità dei coniugi nelle decisioni

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