Come stabilire un rapporto di complicità tra madre e figlia

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tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Il rapporto madre-figlia rappresenta una delle colonne portanti degli argomenti analizzati ormai nell'arco di tutta la letteratura scientifica e non solo. La nascita di una figlia sancisce sin da subito la continuità della specie, la possibilità di tramandare nel tempo metà del proprio corredo genetico ed esperienziale. Inizialmente la diade vive in uno stato simbiotico, dettato dai bisogni fisiologici e di accudimento della bambina, quasi come se ci fosse un prolungamento della permanenza intrauterina. La figura materna viene allora percepita come fonte di amore e di protezione, "luogo"di fiducia e di complicità. Uno degli elementi fondamentali per un sano sviluppo psico-fisico è quella di riuscire a stabilire un buon rapporto madre-figlia. Molte parole sono state scritte a proposito ma non sempre sono servite ad aiutare la coppia nel loro cammino

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Occorrente

  • Tanta buona volontà e apertura mentale.
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Con il trascorrere del tempo i rapporti tendono a modificarsi. La bambina, inizialmente dipendente dalla proprio genitrice, tenderà a distaccarsene spingendosi verso l'esterno della coppia, esplorando il mondo circostante pullulante di stimoli ignoti e affascinanti. Impara a individuare la madre non solo come fonte di soddisfacimento dei propri bisogni primari, bensì come una figura distinta, provvista di sentimenti e di pensieri propri. In questo periodo la figlia inizia a cercare di guadagnarsi l'amore materno attraverso riconoscimenti, attraverso comportamenti volti ad ottenere gratitudine e ammirazione, vincendo il primario egocentrismo infantile.

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Le cose cominciano a cambiare quando la bambina entra nel periodo dell'adolescenza. Le madri vedono nelle figlie il prolungamento della loro essenza, la speranza di un futuro migliore e il compimento di opere mai riuscite durante la loro adolescenza ormai sfiorita. Un amore materno maturo dovrebbe accompagnare la propria creatura durante tutto il cammino di vita, nella sua diversità e complessità, nella sua stranezza e particolarità, allontanandosi sempre più dal narcisismo, che spesso invade le figure materne insicure dell'amore altrui. Nel rapporto con la figlia, la madre deve non solo essere pronta alla separazione, bensì deve anche incentivare questa condizione in modo tale da rendere sempre più indipendente la propria "bambina", dandole la possibilità di crescere e di sbagliare sperimentando personalmente gli esiti delle proprie condotte.

Continua la lettura
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Quando si viene a creare un rapporto basato sul confronto e sulla maturità, avvolto dal fascino e dal pericolo della sincerità, allora si può parlare di complicità tra le parti. Riuscire a considerare la propria madre o la propria figlia come figura facente parte di sè stessi, seppure consapevolmente distinta, permetterà alla diade di instaurare una relazione costruita sulla fiducia, sul rispetto e sull'aiuto reciproco. È un castello costruito con piccoli mattoncini, uniti dal collante della conoscenza e della tolleranza. Trovare dei punti di incontro è la base per creare una dimensione di esplorazione e di crescita reciproca. Ascoltare i bisogni dell'altro rappresenta un momento di fusione e di empatia quasi paragonabile alla fusione tra due amanti. Occorre pertanto lasciare libera la porta del sentimento e della comprensione reciproca.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • A volte creare sembra quasi più difficile che distruggere, ma portarsi dietro gli esiti di una relazione fallimentare può essere molto difficile da smaltire.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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