Come stabilire un rapporto di complicità tra padre e figlia

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il rapporto tra padre e figlia, da sempre è stato relegato ad un ruolo marginale rispetto a quello con la madre. Salvo qualche rara eccezione, le donne preferiscono creare un rapporto di complicità con la madre, confidarsi con lei e chiederle consigli. Certo, nel duro percorso di crescita ed educazione dei figli, un padre svolge una funzione fondamentale. Ma è pur vero che il suo intervento si differenzia nettamente da quello materno. Il suo ruolo comprende elementi non inerenti al mondo femminile. Stabilire un rapporto di complicità tra padre e figlia tuttavia è pur sempre possibile, anche se in modo differente da quello che potrebbe essere un rapporto di complicità tra madre e figlia. Ma alla base della formazione del carattere di una ragazza, della sua autostima, della consapevolezza di sè sta proprio il suo rapporto col padre. Da ciò dipenderà la sua capacità di relazionarsi con il mondo maschile (amici, parenti, fidanzato, professori) e gestirne i legami. Il papà è chiamato a svolgere un compito di guida, fornendo gli insegnamenti fondamentali per accrescere e sviluppare i valori educativi, rispondere alle domande più impegnative della vita e consigliare per il meglio, al fine di aiutare la propria bambina ad affrontare le prove più dure. Genitori non si nasce ma lo si diventa giorno per giorno, e magari commettendo qualche errore. Nei passaggi a seguire, senza pretesa alcuna, daremo dei suggerimenti su come stabilire un rapporto di complicità tra padre e figlia.

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Come molti già sapranno, un padre è il primo uomo nella vita di ogni donna. Il legame che si crea tra un padre e una figlia inizia a cementarsi fin dal concepimento e, ogni donna nel rapportarsi con il genere maschile, tenterà di riattivare sempre quell'antico vincolo modificatosi negli anni. Ben si comprende dunque quanto sia fondamentale la figura paterna per le donne. Gli psicologi definiscono interessante la figura del papà, non relegabile solo a quella dell'altro genitore, ma considerabile come una guida. Durante l'infanzia, il rapporto è prettamente centrato nella dimensione ludica e sentimentale, e pertanto il compito di un padre sarà solo quello di dare affetto, consigliare, fornire aiuto e protezione. Ma affinché si crei un rapporto di complicità tra padre e figlia non basta l'amore. Occorre qualcosa in più. Come dei momenti solo per loro, con esclusione della madre. Un cinema, un gelato, una passeggiata solo padre e figlia. È in questi momenti che si comincia a stabilire una certa complicità.

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Durante l'adolescenza, il rapporto tra padre e figlia diventa maturo e subisce una trasformazione. Se nell'età dell'infanzia il padre è visto quasi come un eroe, nell'adolescenza c'è una sorta di allontanamento. La ragazza comincia ad individuare i limiti paterni, riconoscendolo come persona con pregi e difetti. Cominciano i primi conflitti, le ribellioni, le richieste di spazio: reazioni dovute alla consapevolezza della propria femminilità. È proprio in questa fase così delicata che si consolida il rapporto di complicità tra padre e figlia. Se una figlia ha bisogno del supporto amorevole del suo papà, sarà lui a dover individuare le strade da percorrere. In linea di massima, non saranno i metodi severi e le proibizioni a creare e plasmare un legame solo in apparenza lacerato. La figura paterna, dovrà in questi casi, avere un atteggiamento di ascolto attivo, dovrà sapere incoraggiare la figlia adolescente alla propria stima, valutando e condividendo i suoi problemi. E soprattutto dovrà saper prendere anche le decisioni più impopolari per il bene della figlia, cercando però di farsi capire e non interrompere mai un rapporto di dialogo.

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In tutti i casi, quali che siano le situazioni, una figlia ha bisogno di poter contare sempre su un padre presente che la guidi, la consigli, continui a tenerla sotto la propria ala protettiva e non la giudichi solamente, punendola per gli sbagli che per sua natura commetterà. Il segreto per un vero rapporto di complicità tra padre e figlia è il dialogo libero ed affettuoso, critico, ma al tempo stesso incoraggiante e orientativo. Una figlia deve sentirsi libera di poter confidare tutto a suo padre senza paura di essere punita o, peggio, derisa. Non serve a nulla cercare di comprare le attenzioni di una figlia con promesse materiali. Come sarebbe un grave errore tentare di mascherare i propri sentimenti dietro un atteggiamento burbero ed ostile.

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