Storia del matrimonio: origini e tradizioni

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Introduzione

Il matrimonio è un fondamento sociale vigente fin dai tempi più antichi e che, nelle sue diverse forme, rappresenta i valori e i costumi di una società. Solitamente regolato da leggi, il matrimonio unisce due individui di diverso sesso, con l’intenzione di fondare una famiglia; tale legame è dichiarato tramite un rito laico o religioso. La legislazione dei singoli Paesi decide per ciascun coniuge i diritti e i doveri per garantire il sostentamento morale, materiale, sociale e giuridico della famiglia. In quest’articolo sulla storia del matrimonio, delle sue origini e tradizioni, possiamo scrivere che la libera scelta del coniuge è un evento abbastanza recente. In Europa, prima dell’industrializzazione, le famiglie erano valutate in prevalenza come unità produttive, unioni dedite cioè all'agricoltura e all'artigianato; in questa situazione, la preferenza del coniuge non era stabilita dall'amore o dall'affetto, ma dalle attrattive sociali ed economiche. Fra gli aristocratici era generale l’usanza di cercare moglie o marito quasi unicamente all'interno della cerchia nobiliare: l’avvenimento ha avuto estensione anche in molte società orientali, ad esempio in India, dove il coniuge era ricercato fra gli appartenenti della stessa casta. In tale maniera il matrimonio diventava un funzionamento sociale d’interessi.

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La Riforma protestante, la rivoluzione industriale e l’estensione delle idee individualiste, specifiche delle società moderne, hanno provocato nel corso dei secoli notevoli modifiche nel matrimonio come istituzione. Oggi, ad esempio, la preferenza del coniuge è quasi completamente libera; necessita comunque individuare che, pur trattandosi di una scelta in forma del tutto personale, si è di fatto molto condizionati da fattori sociali, culturali, religiosi, economici ed etnici. Nelle società occidentali la struttura di matrimonio più diffuso è quella monogamica, che prevede cioè l’unione di un solo uomo con una sola donna; la forma opposta è quella poligamica, che prevede la possibilità di avere contemporaneamente più di un coniuge.

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Nelle società occidentali il matrimonio è sia un’istituzione laica sia, dal XII secolo, un sacramento religioso. Nella maggior parte dei casi i matrimoni sono anticipati da periodi di fidanzamento contraddistinti da un insieme di riti sociali, come le visite alle proprie famiglie e lo scambio di regali: tali consuetudini sono valutate a mo' di dichiarazioni pubbliche circa l’obiettivo della coppia di contrarre matrimonio. Molti paesi poi hanno riconosciuto la possibilità di annullare il contratto sociale tra i coniugi attraverso la separazione legale e il divorzio. La religione cattolica, quella ortodossa e quella induista, considerano invece il matrimonio come un vincolo indissolubile e ne concedono lo scioglimento soltanto in alcuni casi eccezionali. La Chiesa cattolica, ad esempio, concede l’annullamento del vincolo matrimoniale solo in specifici casi e dopo la decisione del tribunale della Sacra Rota.

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La condizione cambiò completamente con l’arrivo del cristianesimo. Al matrimonio fu dato il valore di sacramento e suo compito principale diventò la generazione dei figli; l’inviolabilità dell’unione tra marito e moglie individuò inoltre l’indissolubilità del legame tra i coniugi e l’inaccettabilità di ogni forma di disgregazione voluta. Tale base del matrimonio è sopravvissuta in Italia fino alla seconda metà del XX secolo. La legge dello Stato italiano decide le capacità di validità del matrimonio, ossia i principi necessari affinché l’attività giuridica del matrimonio abbia esiti giuridici: i due sposi devono essere consci dell’atto che compiono, non devono essere in alcuna maniera obbligati né fisicamente né moralmente a sposarsi e devono stimare le forme previste dalla legge per la celebrazione del rito. Se i requisiti di regolarità del matrimonio non sono considerati, il matrimonio può essere reso nullo da un giudice. Una volta sposati, marito e moglie hanno uguali diritti e uguali doveri. In particolare, hanno il dovere di essere fedeli, di sostenersi, di cooperare e di abitare nella stessa casa.

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