Come comunicare con un figlio adolescente

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'adolescenza si sa, è un periodo particolare e difficile. Ogni giovane, comincia a costruire la propria identità; si trova ad affrontare grandi trasformazioni sia dentro che fuori; una fase di maturazione che indubbiamente può destabilizzare il giovane inducendo disagi e malesseri, spesso non facili da comunicare agli adulti. Tutti i genitori in genere, si lamentano dei figli adolescenti, a volte possono nascere conflitti e incomprensioni apparentemente non facili da gestire. Se siete anche voi genitori e siete alle prese con quel tragico periodo dell'adolescenza, vi starete sicuramente chiedendo come comunicare con vostro figlio o come partecipare alla loro crescita con discrezione e con equilibrio. La nostra guida vi illustrerà il miglior modo per raggiungere il vostro fine, leggete di seguito per sapere come comunicare con un figlio adolescente.

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Durante questo periodo particolare, succede spesso che i figli si chiudano nel proprio mutismo, in un passaggio che agli occhi di un genitore sembra improvviso e quasi inspiegabile. Un ragazzo, così come una ragazza, preferirà una conversazione sicuramente informale; cercate di coinvolgerlo in una conversazione mentre fate qualcosa insieme: mentre apparecchiate la tavola o guardate un film, o semplicemente mentre siete in macchina. Cercate di sviluppare con vostro figlio/a un approccio fianco-a-fianco, evitate di coinvolgerlo in una discussione faccia-a-faccia. La conversazione tra di voi in questo modo, sarà molto più semplice.

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Spesso i genitori ignorano l'importanza del dialogo con i figli; se disapprovano un comportamento, tendono ad esporre le proprie motivazioni con rabbia, manifestando aggressività e soprattutto gridando. È normale litigare, ma se c'è un litigio è consigliabile non dilungarsi e/o insistere con le proprie idee (è probabile infatti che tenendo questo atteggiamento vostro figlio non assimilerà niente, non si soffermerà a riflettere sulle vostre motivazioni e quasi sicuramente non vi presterà ascolto). Meglio dir loro la vostra e chiudere la discussione, evitando il più possibile di criticare il loro modo di essere o di pensare. Ricordate che il dialogo serve a riflettere, a risolvere i problemi e ad evitarli.

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Cercate di essere un amico per vostro figlio, prima ancora che un'educatore. Un vecchio detto dice che fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo, e nessuno può affermare che sia facile. Nel vostro compito, dovete tenere a mente che i figli non sono la nostra proiezione; non possiamo decidere al loro posto, né cercare di rimediare ai nostri sbagli attraverso la loro vita (sbagliando s'impara, afferma un famoso proverbio, ed è bene che voi genitori impariate per primi che i figli hanno bisogno di essere se stessi e di capire il perché dei loro errori). Siate aperti di fronte alle loro scelte, cercate di consigliare più che imporre loro qualcosa.

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Apritevi e date spiegazioni. Benché vi possa sembrare che debba essere il contrario, è altrettanto salutare che voi confidiate nell'intelligenza dei vostri figli. Se imponete loro un orario di ritirata non concludete il discorso con un "perché sì", ma cercate di far loro comprendere il vostro stato d'animo, e i rischi della vita notturna. E soprattutto, ricordate a voi stessi di essere stati giovani anche voi, seppure spesso, è facile dimenticarlo. Speriamo che la nostra guida vi aiuti a far breccia nel cuore dei vostri figli, e che ponga le basi per costruire un rapporto solido, di rispetto e di complicità.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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