Come gestire la paghetta dei figli

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Quello della paghetta è da sempre uno dei problemi più ardui da gestire sia per i genitori sia per i figli. Gli adulti infatti devono essere in grado di scegliere la giusta quantità di denaro da concedere ai più piccoli, mentre i ragazzi dal canto loro devono saper gestire nel migliore dei modi i soldi ricevuti, senza sperperarli in cose inutili. Ecco allora alcuni piccoli consigli su come gestire nel migliore dei modi questo 'tabù' della paghetta.

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Iniziamo col dire che, naturalmente, non c'è un'unica soluzione al problema. Ci sono alcuni genitori che preferiscono concedere pochi soldi ai propri figli, altri che invece danno loro una quantità di denaro più elevata e genitori che addirittura non hanno mai dato la paghetta ai propri bambini. Ogni adulto conosce i propri figli meglio di chiunque altro, sa come sono fatti e qual è il loro modo di comportarsi, e per questa ragione spetta solamente a loro, senza farsi influenzare da amici o parenti, la decisione di concedere o meno la paghetta ai propri figli. Non è detto che una mamma che dà 5 euro ai propri bambini sia peggiore di una mamma che fornisce 20 euro ai figli, così come non è assolutamente vero che un padre che concede 50 euro a settimana al proprio bambino sia migliore di un papà che invece non ha mai dato la paghetta al proprio figlio.

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Tanti e tutti ugualmente validi sono i 'pro' e i 'contro' del dare la paghetta ai propri bambini. Alcuni studi hanno evidenziato infatti come la paghetta sia un ottimo strumento educativo per i figli in quanto, se viene ben gestita, permette ai ragazzi di aumentare fin da piccoli il proprio grado di responsabilizzazione. Il problema però sta proprio qui: i genitori devono essere assolutamente impeccabili nel gestire il denaro da dare ai propri figli. Non essere mai né troppo disponibili né troppo duri, né troppo permissivi né delle guardie carcerarie. La regola fondamentale in questi casi è quella di usare 'bastone e carota', saper cioè trovare un giusto equilibrio tra i due estremi.

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Sta dunque ai genitori decidere se e come dare un'eventuale paghetta al proprio figlio. L'adulto deve far capire al ragazzo che i soldi che gli vengono concessi sono frutto del duro lavoro giornaliero e che pertanto devono essere utilizzati in modo consono. I genitori potrebbero anche mettere una 'penale' sulla paghetta, sottraendo settimanalmente dei soldi al proprio figlio qualora questo si comporti male in famiglia, dica parolacce, non rispetti gli orari stabiliti. L'unica regola generale che comunque si dovrebbe sempre seguire è quella del 'bastone e carota'. Mai troppo severi, ma mai troppo permissivi. È comunque impossibile fornire una guida fissa e immutabile per tutte le persone: ogni adulto conosce il proprio figlio (o i propri figli) e deve sapere come gestire nel modo migliore la paghetta. Solo così si arriva a una vera e propria responsabilizzazione del proprio figlio.

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Non è mai bello 'quantificare', ma per essere il più chiari possibili è utile fare un esempio pratico che può facilmente essere riscontrato nella quotidianità di molte persone. Il genitore deve saper gestire la paghetta soprattutto in base all'utilizzo che ne fa il proprio figlio. Se un adulto dà 20 euro a settimana al proprio ragazzo e si rende conto che i soldi vengono usati semplicemente per una pizza con gli amici o per fare benzina al motorino ben venga la paghetta. Il ragazzo sa di poter contare sui suoi 20 euro settimanali e li utilizza nella maniera più responsabile possibile. Se però il genitore si accorge che quei 20 euro vengono usati per sigarette, giochi d'azzardo o altre cose non proprio positive ben venga allora bloccare la concessione della paghetta.

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