Come migliorare il dialogo in famiglia

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Se state cercando un modo per migliorare la comunicazione con i vostri figli e con vostro marito, che rendano la vostra famiglia più unita e resistente alle difficoltà che ogni giorno attraversiamo, queste pagine sono per voi! Cercheremo infatti di suggerirvi qualche idea per migliorare il dialogo con i vostri cari e rendere la vostra famiglia più salda e felice. Ecco come fare!

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L'era in cui ci troviamo, soprattutto a causa della grande diffusione dei mezzi tecnologici (computer, tablet, smartphone), ci permette di tenerci in contatto con le persone molto più facilmente, ma rende tutto più fugace, istantaneo. Così, se è vero che possiamo raggiungere diverse volte al giorno qualcuno, è pure vero che la quantità di cose che ci diciamo non è apprezzabilmente migliorata.

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Un primo passo da fare è creare le condizioni perché si possa trascorrere del tempo insieme, a fare qualcosa che ci metta d'accordo. Il momento della colazione o qualunque altro pasto della giornata, potrebbe essere quello più adatto a ritrovarsi e cercare di incoraggiare ciascuno a condividere il proprio pensiero su quello che vuole comunicare.

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Spesso sono i genitori a preoccuparsi di instaurare un confronto, ma non è detto che non debba partire dall'altra parte l'iniziativa. Quando si sta insieme, bisogna sforzarsi di accettare l'opinione altrui senza aggressività e senza cercare di prevalere, ricordando che per ciascuno deve essere un momento di crescita, non di regresso.

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La relazione che lega i membri della famiglia è la prima comunità in cui si è immersi, ed è quella in cui si impara ad avere un rapporto corretto con tutti gli altri individui incontrati al di fuori. Così, se sapete di essere in disaccordo con qualche familiare su un determinato argomento, sforzatevi di distinguere le persone dalle idee e di trasmettere questo modo di pensare anche a chi vi sta intorno.

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Cercate di trovare altri modi di far passare un concetto, alternativi a quelli adoperati sino a quel momento. Ripetersi spesso non serve a sbloccare la situazione, perché crea un preconcetto di chi ascolta, che è convinto di sapere dove stiate andando a parare. Fate una pausa, introducendo argomenti che esulino dalla discussione, questo servirà a dare modo a chi vi è vicino anche di riflettere sulle vostre parole e sulla possibilità che abbiate ragione. Cedere all'allontanamento non fa stare meglio nessuno: vale la pena provare!

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Esiste una chiara distinzione tra "sentire" e "ascoltare", dove in realtà ascoltare significa sentire e capire allo stesso tempo. Quando non ascoltiamo attivamente, la nostra mente verifica un dialogo interiore, fa commenti, ipotesi, nega ciò che il parlante dice, abbiamo semplicemente una pausa o pensieri volando altrove. Il vantaggio del'ascolto attivo e che sta migliorando i rapporti che abbiamo con gli altri. Qui ci sono alcuni elementi con cui si può diventare un ascoltatore attivo: Mantenere il contatto visivo con l'interlocutore evitando lo sguardo ad altre persone; leggermente gli occhi più grandi e alzare le sopracciglia in accordo con quello che dice; Fare attenzione a / a il linguaggio del corpo, sedere in posizione eretta / destra o su inclinazione leggermente in avanti. Provare a eseguire la sincronizzazione con il partito; Eliminare i fattori che possono distrarre (telefono, computer, ecc). Non dare consigli quando l'altro non ha bisognoe non ha chiesto in modo esplicito. Non giudicate e non fare supposizioni; ognuno ha la sua verità, la variante, stile di vita, esperienze. Fare domande per chiarimenti, se necessario. Non interrompere. Aspettare per vedere se l'oratore ha finito davvero quello che aveva da dire. Rimuovere pensieri che distraggono. Trasforma le conversazioni ordinarie in dialoghi significativi!

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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