Come ristabilire l'equilibrio familiare

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'equilibrio familiare può essere sconvolto da diversi eventi, come la morte di una persona cara, la malattia di uno dei componenti, la nascita di un bambino, un tradimento e, in genere. Da tutti quegli accadimenti, sia positivi che negativi, che cambiano radicalmente quello che prima era il quotidiano.
In questi casi bisogna intervenire e sapere come ristabilire l'equilibrio perduto, rimettendosi di nuovo in cammino e tenendo conto delle esigenze o dei cambiamenti che l'avvenimento ha provocato.

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Occorrente

  • Pazienza e perseveranza.
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Il significato della parola "equilibrio" rimanda a un senso di stabilità. Questo, tuttavia, può essere turbato da forze estranee, contrarie allo "status quo" delle cose che ci circondano. In una famiglia l'equilibrio si rompe quando non si è più sicuri di qualcosa, quando manca quello che c'era prima, sia in senso materiale che figurato, quando sopravviene un cambiamento a cui non si è preparati. La perdita di equilibrio, come già detto, non avviene solamente per un evento negativo: anche la nascita di un bambino, un nuovo lavoro, un regalo inaspettato possono esserne la causa.
Per questo bisogna attivarsi, con una grande forza di spirito, per riportare la famiglia in uno stato di quotidianità, ma inevitabilmente alla luce dell'evento che l'ha cambiata.

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Innanzitutto non bisogna pretendere che tutto torni come prima, o che non ci siano delle conseguenze all'interno assetto della famiglia. L'abilità sta proprio nel riuscire a guidare la famiglia verso una nuova dimensione, facendo prendere coscienza ai componenti che si può e si deve andare avanti cercando di vedere il lato positivo delle cose. È una cosa più semplice a dirsi che a farsi, ma col tempo e con tanta pazienza si può riuscire in questa impresa.

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Uno dei motivi che possono destabilizzare una famiglia è l'arrivo di un figlio, magari desiderato, ma che cambierà per sempre i rapporti, sia tra la coppia che tra i fratelli e i genitori. Non di rado, infatti, nascono gelosie, specie per i primogeniti, che si vedono strappare il posto del più "coccolato". Sono i genitori a non dover far sentire gli altri figli "messi da parte" e che, anzi, devono renderli partecipi e dedicargli le attenzioni necessarie perché non si inneschi un meccanismo deleterio di gelosia. Anche la coppia è bene che si ritagli i propri spazi e non si "annulli" e che, anzi, faccia di tutto per difendere la sfera coniugale, anche facendosi aiutare da suoceri, genitori o altri familiari nell'accudimento del piccolo.
È normale fare spazio al nuovo arrivato, ma è altrettanto giusto ridistribuire gli spazi e i tempi da dedicare a ogni componente.

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Ristabilire l'equilibrio in una famiglia colpita dalla malattia è complicato e doloroso, ma non impossibile. Il componente che sta male ci assorbirà tutte le energie, e il bisogno di accudimento sottrarrà tutto il tempo alle normali attività quotidiane. Il dialogo dovrà essere il punto di forza per affrontare questo evento, sostenendosi a vicenda, mettendo in campo l'empatia e l'altruismo di cui le famiglie unite sono capaci.

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Anche in caso di lutto bisogna restare uniti, parlare, ascoltarsi e non chiudersi a riccio, vivendo un dolore esclusivo e privato. Il supporto dei familiari, in questa evenienza, è fondamentale: insieme si è sempre più forti e ci si sostiene a vicenda. Si passerà da una fase di angoscia, a quella del dolore, della ribellione, a quella della rassegnazione e, infine, alla rielaborazione. Qualora le fasi si prolungassero troppo a lungo è necessario chiedere un aiuto tangibile, qualcuno che ci sappia guidare nel percorso di rielaborazione.

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Ricordiamoci, infine, che i problemi non si risolvono mai da soli. Possiamo avvalerci del supporto di amici, parenti e, quando necessario, di uno psicologo che, osservando la situazione dall'esterno, possa guidarci attraverso un percorso personale, di coppia o di gruppo, verso il nostro benessere e quello della nostra famiglia.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Fate "cerchio" attorno a chi è più debole in famiglia, a chi è più silenzioso e a chi ha bisogno di un abbraccio in più.

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I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. ATTENZIONE: tali contributi in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. È pertanto necessario consultare SEMPRE il proprio medico curante e/o specialisti. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.

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