Divorzio senza avvocato: è possibile?

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'argomento della separazione tra coniugi è sempre stato di grande attualità recentemente poi, con l'approvazione della legge sul divorzio breve, ha ricevuto un'ulteriore cassa di risonanza. Questi clamori hanno alimentato vecchie e nuove domande; la più frequente tra i coniugi che accingono a separarsi è "Divorzio senza avvocato: è possibile?". Attraverso questa guida proveremo a fornire una risposta ai vostri dubbi.

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Dobbiamo anzitutto operare un distinguo. Esistono due differenti tipologie di divorzio:
contenzioso, quando le controparti mostrano evidenti conflitti e disaccordi sulla risoluzione delle controversie patrimoniali (assegnazione casa, affidamento figli, mantenimento, etc.); congiunto, quando le parti, prima ancora di giungere in tribunale, si sono già accordati preventivamente sulla risoluzione delle problematiche personali ed economiche.
Proprio il divorzio congiunto è quello che, potenzialmente, può essere intrapreso dai due coniugi senza l'assistenza dell'avvocato Va però tenuto conto che in Italia non esiste uniformità in merito, per cui determinati Tribunali potrebbero non ammettere tale di procedura.
Quando la coppia, dunque, ha saputo gestire con intelligenza e maturità la separazione, allora può liberamente decidere (laddove ciò è ammesso) di sancire legalmente in un'aula di tribunale quanto già concordato in separata sede, senza avvalersi di alcuna assistenza legale.

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Il divorzio contenzioso invece, come suggerisce il termine stesso, è ben più complesso da gestire, specialmente quando una delle due parti è caratterialmente più debole o facilmente influenzabile.
Affidarsi ad un avvocato quando sussistono controversie economiche, ma anche e soprattutto relative alla gestione dei figli minori, da dipanare, non solo è un vincolo legale, ma anche una garanzia e rassicurazione per i coniugi. Il legale infatti, saprà consigliare come giungere alla risoluzione dei conflitti nella maniera più rapida e meno dolorosa possibile.

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Torniamo però ad occuparci del divorzio congiunto, senza assistenza legale. Come occorre muoversi e procedere, una volta accertato che il Tribunale territorialmente competente accetta questa modalità di ricorso?
La prima cosa da fare è raccogliere tutta la documentazione che andrà allegata alla pratica: certificato di famiglia e di residenza dei singoli coniugi, copia della separazione consensuale o di quella giudiziale, a seconda del precedente percorso giuridico intrapreso, atto integrale di matrimonio rilasciato dal comune in cui è stato celebrato.
Documenti alla mano, si può procedere alla redazione del ricorso, che dovrà contenere tutte le informazioni anagrafiche dei singoli coniugi, e quelle pertinenti alla celebrazione del matrimonio: data e luogo, la specifica se civile o concordatario, le precisazioni relative agli eventuali figli nati da tale unione.
Il passaggio fondamentale, ovviamente, è l'espressa manifestazione della volontà concorde di divorziare; dopo la quale, potrete procedere ad elencare le condizioni su cui avete raggiunto l'accordo: affidamento e mantenimento dei figli, assegnazione della casa, eventuale mantenimento a favore del coniuge svantaggiato, etc.

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Redatto il ricorso, dovete presentarvi alla cancelleria del Tribunale competente, per dar si che il cancelliere possa procedere all'identificazione dei coniugi e all'autenticazione delle relative firme apposte sul ricorso.
Fatto ciò, vi verrà comunicata la data dell'udienza, nella quale 'apposito Collegio valuterà l'accordo da voi raggiunto e presentato; a tal punto, salvo ripensamenti dell'ultimora, la sentenza emessa al termine dell'udienza avrà piena efficacia giuridica.

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